Girovagando per la RUSSIA
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Il resoconto del Viaggio in Russia, organizzato quest'anno dal C.C.T. e svoltosi in due turni dal 02/07 al 23/07 con 18 equipaggi, e dal 27/07 al 13/08 con 20 equipaggi, rappresenta l'esperienza di viaggio di entrambi i gruppi; le foto sono equamente distribuite fra il primo e il secondo turno |
Sono le otto del mattino di martedì 29 giugno e all’area “Paganella “ siamo in
molti e tutti pronti all’avventura. Ci sentiamo un po’ Overland, anche se
ostentiamo un’aria tranquilla.
Guido Pedrotti con la sua signora distribuiscono ciliegie che hanno raccolto apposta per noi e questo gesto, molto gentile, distende gli animi e porta una ventata d’allegria e voglia di comunicare. Qualcuno è preoccupato, non per il viaggio sussurra “ ma avronte tolt tut”?
Remo dà il segnale di partenza e la carovana si snoda sull’autostrada in ordine mentre tutti salutano e chiacchierano per cb.
Dopo tre ore di viaggio prima tappa e, appena i motori si spengono, dal capace garage di Remo e Liliana Sartori appare, come per incanto, un tavolino, vino, torte e un piatto di buona allegria.
Dopo il pranzo si riparte e ci si ferma dopo Vienna nel parcheggio del sito archeologico di Carnuntum. Lì c’è anche uno spettacolo teatrale al quale siamo invitati. Purtroppo è in lingua tedesca e quindi desistiamo e ci spostiamo al parcheggio successivo per non dare noia.
Al mattino tutti puntuali (incredibile in tutto il viaggio nessuno, dico nessuno è arrivato in ritardo, anzi tutti sempre abbondantemente in anticipo) si parte, attraversiamo il confine arriviamo a Bratislava, poi a Nitra dove percorriamo la strada principale con bei negozi fino alla piazza del teatro.
Passata la frontiera siamo in Polonia e ci fermiamo a Wieliczka dove ci sono le famose miniere di sale. Prenotiamo la guida parlante italiano per la mattina successiva, il tutto “a gesti ed a moti” e poi dicono che il linguaggio gestuale non è internazionale!
Alla sera bicchierata e chiacchierata.
Al mattino entriamo nelle miniere di salgemma. Attraverso cunicoli e gallerie scendiamo nelle viscere della terra. All’improvviso ci appaiono, scolpite dai minatori, statue, architravi decorati, piccole cappelle, giganteschi spazi dove impalcature di legno sorreggono le volte. Paesaggi strani dove gnomi e folletti di salgemma sorridono imperturbabili e tutti i ricordi dell’infanzia affiorano in un momento e sembra quasi di risentire le voci care di un tempo raccontare fiabe. All’improvviso giungiamo nella cattedrale dove, in un tripudio di riflessi, possiamo osservare statue, bassorilievi, altari tutto di salgemma, anche il pavimento lo è! Infatti, non è posato ma scavato, ogni piastrella è stata minuziosamente incisa e decorata. Ne usciamo prendendo un piccolo ascensore a due piani.
Non perdiamo tempo, saliamo su un minibus e ci facciamo trasportare a Cracovia
e lì visitiamo la bella città, assistendo a spettacoli di strada e visitando
negozi.
Tornati al parcheggio delle miniere si avviano i motori e si parte per Czestochowa. Abbiamo difficoltà a trovare l’ingresso del parcheggio, eppure il santuario di Jasna Gora con la sua alta torre campanaria è estremamente visibile. Alla fine, stremati, chiediamo aiuto e un gentile signore del posto sale su un camper e ci accompagna fin lì. Offriamo una bottiglia di vino, il sorriso è immenso, ma che avrà questo vino italiano da essere così ambito? Non lo so, ma certo appena parcheggiato come per incanto appare il solito tavolino con bottiglie, biscotti ecc.
Considerazione: se andiamo avanti così per la fine del viaggio, non saremo Overland ma Beverland!
Giovedì 2 luglio al mattino tutti sono in fermento già alle cinque. C’è gente che si avvia alla messa e dalla Madonna Nera. Nonostante tutto questo fermento alle otto si parte e dopo un lungo viaggio arriviamo a Terespol, dove ci sistemiamo per la notte congiungendoci agli altri partecipanti al viaggio. Ora siamo siamo al completo, diciotto equipaggi.
Al mattino presto si avviano i motori e si parte per la frontiera.
Alle otto precise siamo in frontiera ed il sig. Ugo si prodiga per farcela passare il più in fretta possibile. Alle 13,30siamo nel territorio della Bielorussia e dopo pochi chilometri siamo a Brest in centro città. Lì siamo accolti da personale dell’agenzia, in abiti tradizionali, che offre pane e vodka quale saluto e quale benvenuto.
La seconda guida Natascia
ci porta a visitare la fortezza trasformata in mausoleo. E’ una tragica pagina
di storia della seconda guerra mondiale. All’ingresso della fortezza, dalla
spaccatura a forma di stella, un’enorme finta roccia costruita sui resti delle
casamatte, esce della musica, che a circolo continuo, trasmette canti e rumori
d’aerei e di bombe, un perenne ricordo delle atrocità della guerra. Al di là
resti della fortezza, giardini e grandi statue del regime dipinte di grigio che
inneggiano alla resistenza della città. Per non dimenticare! Ma se non si
dimentica, si potrà mai vivere in pace?
Alla sera tutti su per il vialone che porta alla fortezza mescolati alla gente locale, guardando lo stupore dei bimbi sorridenti al vedere i fuochi artificiali.
Al mattino partenza per Minsk. Troviamo una grande festa in piazza dove, tra bandiere che garriscono al vento, su un grande palco cantanti accompagnati da strani strumenti suonati da ragazze in costume interpretano belle canzoni locali. Nella piazza c’è anche il monumento del chilometro zero, il centro della Bielorussia. Ci spostiamo e visitiamo alcune chiese. Assistiamo ad un rito ortodosso (accipicchia quanto sono misteriosi e quanto è lunga la loro messa, non finisce mai!). Ci rechiamo sull’isoletta e poi si rientra alla spicciolata.
C’è che si ferma in centro, chi si reca al ristorante e chi rientra.
Lunedì 5 luglio. Partenza ad ore 7,30 la carovana si avvia sulla cosiddetta autostrada, dove buche e avvallamenti ci offrono la prima giornata impegnativa. Si deve procedere con molta attenzione, ma il paesaggio è bello e moltissime le cicogne che volteggiano o passeggiano nei campi verdi.
Attraversiamo il confine con la Russia e arriviamo in campeggio a Smolensk. Ci sistemiamo al meglio grazie alla collaborazione reciproca.Si congiungono le gomme dell’acqua per non spostare i mezzi, ci si prestano le spine e così via. Il viaggio, tra noi, si presenta sotto ottimi auspici.
La sera solito tavolino e con sopra bontà che potete solo immaginare. Si chiacchiera, si ride e si analizza quello che è stato fatto e quello che si deve fare.
Martedì 6 luglio si parte da Smolensk e ci si avvia verso Mosca. Sulla strada
facciamo tappa al distributore di Gagarin, che ha mantenuto le pompe com’erano
una volta. Al di là dalla strada c’è il mercato del pesce affumicato o secco. In
piccole baracche di legno sono esposti i più buoni pesci della Russia, dal
salmone a pesci il cui nome sono per lo scrivente impronunciabili, ma assicuro
sulla loro bontà. Alla sera arriviamo, dopo un movimentato e concitato
attraversamento della circonvallazione di Mosca, nel parcheggio dell’albergo
Soyuz dove ci sistemiamo.
Abbiamo percorso 2905Km.
Mercoledì 7 luglio. Viene a prenderci un pullman ( impossibile muoversi attraverso Mosca con dei mezzi come i nostri!) con una guida che ci porta a visitare il Cremlino. Visitiamo la Cattedrale dell’Assunzione dove erano incoronati li zar, ne ammiriamo l’iconostasi ed il trono di Ivan il Terribile. Osserviamo anche la cattedrale dell’Annunciazione e ne ammiriamo l’interno riccamente decorato da affreschi e oro. Vediamo tutto, anche lo zar dei cannoni che non sparò mai un colpo e la zarina delle campane che è invece rotta.
Nel pomeriggio, dopo il pranzo in un ristorante del centro, ci rechiamo a visitare la famosa via Arbat, dove tra negozi e bancarelle si può comprare ed osservare di tutto. Al rientro appare il magico tavolino e si iniziano a raccontare storielle e barzellette.
Giovedì 8 luglio. Al mattino ci rechiamo a vedere il museo “Pushkin”, dove alcuni di noi si separano dal gruppo per visitare meno velocemente questo splendido museo. In esso sono contenute moltissime opere che valgono una visita, tra le quali spicca per fama il tesoro di Priamo.
Si va, poi, a visitare la chiesa di San Salvatore. Una chiesa molto grande e bella che, distrutta dal regime, è stata ricostruita nel 1998 com’era, grazie a foto e progetti che si sono conservati. E’ bella e la molta gente moscovita che la frequenta, indica quanto bisogno abbiano i popoli di fede.
La sera ci si reca sulle rive della Moskova dove, in un battello prenotato a
posta per noi, si svolge un’ottima cena in piacevole compagnia mentre davanti
alle finestre scorre la bella Moska.
Moska è davvero una magnifica città ( e non avevo bevuto!!). C’ero già stato molti anni orsono ed è veramente cambiata, è più solare. Quando cala la notte Ugo ci porta a vedere il binario da dove parte la transiberiana. C’è chi racconta dei films che hanno reso famoso questo treno e tutti guardano, con occhi sognanti, il nastro d’acciaio, e c’è chi si vede mollemente sdraiato nelle carrozze di quel mitico treno, pronti a vivere chissà quali avventure.
Venerdì 9 luglio giornata libera. A gruppetti tutti si recano alla metropolitana per girare la città. C’è chi si reca al mercatino delle pulci, un luogo molto suggestivo con casette di legno che sono piccole botteghe. Ci sono esposte matriosche, ambra, giocattoli, stoffe, scialli, colbacchi e di tutto un po’.
C’è chi si reca a visitare il centro a rivedere la piazza rossa od il Cremlino o il teatro Bolshoj e la sera al rientro, dopo un po’ di relax, tutti al circo. Lo spettacolo è bello per chi apprezza i giochi circensi e gli atleti sono davvero bravi e hanno degli splendidi costumi.
Sabato 10 luglio partenza per Korolev il centro spaziale dal quale si seguiva la Soyuz. La direttrice ci fa visitare le varie sale da dove, su un grande monitor,si possono osservare gli spostamenti del satellite ed altre particolarità.
Dopo esserci seduti nelle poltroncine delle personalità e dopo aver osservato tutto quello che era possibile ci avviamo verso Sergijev Posad. Il vaticano russo è in piena fase di restauro, anche la città è in pochi anni completamente cambiata. Una ventata di modernità la sta avviando verso il futuro.
Alla sera arriviamo a Pereslavi. Lì attorno al solito tavolino il signor Casarotto ci allieta con le sue barzellette: è favoloso! La sua signora, attraverso il linguaggio dei gesti, gli rammenta le storielle che lui racconta con una mimica eccezionale. E’ uno spasso e non sappiamo più trattenerci,tanto che a molti spuntano le lacrime dal gran ridere.
Al mattino visitiamo il sito, il Cremlino in cattive condizioni ed il monastero e poi ci avviamo verso Rostov, dove visitiamo un monastero molto grande ed emozionante. Successivamente partiamo per Yaroslavi. Alla sera altra tornata di storielle e altro giro di biscotti e vino: è uno spasso.
Al mattino visitiamo il Cremlino e in seguito, dopo una passeggiata verso il
fiume, visitiamo Sant’Elia e dopo ci imbarchiamo per il monastero delle
vergini. Il viaggio è piacevole, la visita al monastero è bella anche se, dopo
la visita, non sappiamo come rientrare ed allora ci armiamo di molta pazienza
attendendo il battello. Un gruppo chiede di visitare una dacia. La signora la
mostra, ma sembra un casotto per gli attrezzi,in confronto i nostri camper sono
delle abitazioni principesche.
Al mattino si parte verso Kostroma. Continuiamo a viaggiare con un paesaggio sempre più vario ed arriviamo a Suzdal. Un piccolo gruppo si avvia subito a visitare la città e il monastero, ora albergo, dove chiudevano le zarine ripudiate. E’ bellissimo, con le sue case di legno che attorniano la chiesa e i cavalli liberi che si rotolano sopra i prati all’interno delle mura.
Al mattino la guida ci porta a visitare un triste e malinconico convento, per fortuna, dopo, visitiamo il Cremlino con la porta d’oro. Una cosa fantastica, con le immagini più belle che l’immaginazione possa fornirci. Successivamente visitiamo il museo della storia lignea con la vecchia chiesa e le case di legno. Pranziamo al monastero. Portano piccole tazze bollenti con dentro verdure, carne ed altro. E’ un cibo strano ma saporito. In seguito si parte per Mosca.
La strada è infernale, le buche profonde e i mezzi sono difficilmente governabili, bisogna guidare con attenzione. Questo è veramente Overland. Pernottiamo a Mosca ed al mattino si parte per Nowgorod dove visitiamo il museo etnografico con la ricostruzione delle case tipiche russe.
Visitiamo anche la fortezza con la chiesa dalla bellissima porta bronzea, giriamo il centro e poi partenza verso San Pietroburgo. Vi giungiamo e dobbiamo attraversare tutta la città che è adagiata sul fiume Neva, per arrivare al parcheggio. E’ in periferia ma vicino alla fermata della metropolitana.
Al mattino saliamo sul pullman che ci porta all’ Ermitage, dove visitiamo lo stupendo museo con l’aiuto di una guida che parla italiano. Le difficoltà sono superate.
Nel primo pomeriggio saliamo di nuovo sul pullman con cui facciamo un giro orientativo della città. Tornati ai camper attendiamo la sera che non arriva mai! Alle 23 è ancora giorno e noi non ci decidiamo ad andare a letto,rimanendo tutti seduti in circolo a chiacchierare e a raccontare storielle.
Al mattino (qui è sempre mattino) con un sole meraviglioso come sempre, visitiamo la fortezza di San Pietro e Paolo e poi ci rechiamo a San Isacco, dove possiamo ammirare l’iconostasi e lo splendore d’ori che la decorano. Saliamo anche sulla cupola da dove si può ammirare la città che si estende sul Neva.
Pranziamo in un ristorante ricavato nel cortile interno di un palazzo e poi, giro in battello per il fiume ed i canali che intersecano la città. E’ divertente perché dobbiamo piegare la testa per passare sotto molti ponti e rivediamo i luoghi visti dal pullman il giorno prima.
Alla sera alcuni, meno stanchi, si avventurano in nuovamente in città per vedere il balletto.
Al mattino si parte e si arriva alla meravigliosa residenza di Puskin. Un
palazzo ricostruito dopo la distruzione della seconda guerra mondiale. Mentre
attendiamo il nostro turno per entrare una piccola orchestra, in costume, esegue
varie musiche (chissà perché agli italiani suonano sempre “ o sole mio” e mai
“quel mazzolin di fiori” mah! ).
Tocca a noi entrare e il palazzo ora: è una magnificenza e le sale sono un tripudio di specchi, oro e lampadari. La sala detta “dell’ambra” toglie il fiato per la sua magnificenza e infatti è vietato fotografare, ma tutti, con mille piccoli sotterfugi, cercano di rubare almeno un’immagine.
Nel pomeriggio visita ai giardini del palazzo Peterhofna, in cui si trovano una miriade di statue dorate in mezzo a specchi d’acqua. Pensate che queste statue, per salvarle dall’ingordigia dei tedeschi, furono sepolte e così sono rimaste intatte. Ora risplendono e , a luglio, riflettono come specchi i raggi del sole.
Il giorno dopo è giornata libera e tutti si sbizzarriscono, c’è chi va a fare compere, chi va a vedere il museo zoologico dove sono conservati due piccoli mammut, chi a rivedere con piacere questa città molto europea. La sera cena con spettacolo e alle ore una e trenta del mattino si assiste all’apertura dei ponti sul Neva, pensate che di lì a poco il cielo comincia a schiarire ed è già l’alba. In questo periodo dell’anno la notte dura veramente poco e riesce a scombussolare un pochino.
L’ultimo giorno, c’è chi pigramente si riposa al sole, chi esegue un’ultima capatina in città, tutti sereni e rilassati, pronti per il ritorno. Ha riposato anche il sig. Antonio, al quale va un plauso perché essendo un po’ sopra i vent’anni è sempre stato preciso e gioioso!
Al mattino partenza, si arriva a Narva e lì, passato il confine, a piccoli gruppi ci si avvia, a secondo del tempo libero, verso casa. Il giro è finito e, quando arriviamo a Trento, abbiamo percorso più di 7400 chilometri e tutto è andato bene.
Un grazie sincero a Remo che ci ha sopportato e che con molta pazienza ha
gestito in modo encomiabile trentasei adulti e due ragazzi. Luca e Chiara che
sono stati bravissimi, non si sono mai lamentati, anzi , hanno sopportato bene
noi persone un po’ stagionate.
Gian Paolo Borgogno
Servizio fotografico di Gianfranco Giovanetti e Pasquali Fiorenza





(Pubblicato su " IN GIRO " 4-2004)